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Ippocastano

L’Ippocastano è una pianta insostituibile per le sue capacità decongestionanti quanto per il suo impiego per la salute dei nostri reni. Scopriamo insieme tutti i suoi impieghi!

Ippocastano: storia, impieghi e curiosità

L’Ippocastano è un albero antichissimo originario della zona balcanica che viene ormai coltivato in tutte le zone temperate d’Europa fino ad un’altitudine massima di 1200 metri. Dal fusto imponente può arrivare ai 30 metri di altezza, con una chioma che può raggiungere anche 10 metri di diametro. I frutti che produce sono molto simili a quelli del castagno, di qui la somiglianza del nome, ma contrariamente alle note e buonissime castagne non sono affatto commestibili. Conosciuti anche come “castagna matta”, questi frutti sono inoltre di sapore molto amaro e dall’odore nauseabondo qualora cotti.

Proprietà dell’Ippocastano 

Le parti più usate a livello terapeutico sono i semi e la corteccia dai quali si estraggono: saponine, procianidine, tannini, flavonoidi, amidi e grassi insaturi. Tra questi il principio attivo più importante è sicuramente l’escina che, in sinergia con i flavonoidi, esercita un’importante azione antiedemigena e vasocostrittrice. Un importante ambito di applicazione di questa pianta è nella cura delle malattie rettali come emorroidi e ragadi e in generale in qualsiasi caso di insufficienza venosa periferica, quindi è ideale per il gonfiore alle gambe. Attraverso la sua azione decongestionante migliora il microcircolo, aiutando a smaltire il gonfiore ed il prurito che spesso lo accompagna.

Anche dalle gemme viene ricavato un vasoprotettore ad azione antinfiammatoria utilizzato nella cura della stasi e della congestione venosa. Questa pianta dalle numerose proprietà non presenta particolari controindicazioni se non nei casi di ipersensibilità. Viene generalmente sconsigliato durante la gravidanza e l’allattamento. Per i suoi effetti importanti sul sistema circolatorio può essere sconsigliato l’utilizzo in concomitanza di farmaci anticoagulanti. 

Ricordiamo che è sempre fondamentale l’indicazione del fitoterapeuta.

Scritto da:
Simona
Pubblicato il:
Marzo 1, 2021

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